lunedì, 23 gennaio 2006
BOSCO DI TRISTEZZA (cit.)

ho passato l'ultimo weekend a milano. che emozione.
per me che vengo dalla campagna, è sempre bello un tuffo nello smog e nel traffico caotico delle grandi città. chi mi conosce sa che il mio colore preferito è il grigio. perchè non è più bianco, ma nemmeno ancora nero. il grigio è un colore che ti permette di nasconderti, di mimetizzarti perchè non dà immediatamente nell'occhio... ti dà la possibilità di essere sempre e comunque dalla parte della ragione, perchè sta nel mezzo, e in medio stat virtus, come la cultura occidentale ci insegna da millenni.

adoro la metropolitana. ho anche scoperto che dalla stazione al centro ci metti molto più tempo in macchina che non con la metro. perchè le cose sotterranee non incontrano ostacoli, mentre se ti muovi alla luce del sole devi fare i conti con tutti gli altri che hanno in testa la tua stessa meta, e allora viene fuori un casino.  un giro in metrò mi ricorda i lunapark, il tagadà soprattutto, quando per fare il figo ti metti al centro e devi stare in piedi senza cadere. fantastico.
un'altra cosa figa è uscire dalla stazione di milano e vedere M colorate dappertutto. e un po' vogliono dire mac donald, un po' vogliono dire metropolitana... mi piace pensare che il progresso della nostra civiltà avanzata tenda sempre più ad essere una grande M al neon.

in tutto questo sballo milanese, siamo passati davanti ad una spianata dove sorgerà il nuovo palazzo della regione lombardia. fatalità, ci ero passata anche ad aprile dell'anno scorso, quando ancora c'erano degli alberi, quando il verde che odio tentava di resistere al grigio. ma giustizia viene sempre fatta. insomma. la cosa impressionante è stata rendermi conto di come ciò che sembrava un bosco in piena regola quando c'erano ancora gli alberi, ora si riveli un pezzettino di terra modesto. un'area contenuta. un quadratino di terra rossastra, così piccolo che mette quasi tristezza. non vedo l'ora che ci costruiscano sopra, che dipingano di grigio quel rossastro che sa di ferita.

abbiamo fatto anche le foto. magari un giorno ne metterò una anche qui. perchè, ingrandendola, si ha la sensazione che qualcosa stia già nascendo... forse è un albero... sì è un albero. di renzo piano.
postato da: motivi alle ore gennaio 23, 2006 16:29 | Permalink | commenti (7)
Commenti
#1    24 Gennaio 2006 - 11:43
 
Credo che una ferita sia l'immagine più vicina alla cosa. Come al solito hai centrato in pieno.

francy
utente anonimo

#2    24 Gennaio 2006 - 13:26
 
Ferita, deserto, desolazione va tutto bene. E' cmq un bello schifo.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ryoxyz

#3    24 Gennaio 2006 - 15:23
 
SONO L'UTENTE ANONIMA ILARIA!
EVVIVA L'ANDRE CHE SCRIVE BENISSIMO!
BACI!
ILA.
utente anonimo

#4    24 Gennaio 2006 - 20:56
 
Brava Andreina, i miei ossequiosi ossequi a te e alla Francy, fondanti motivi di fondo di tutto il mondo

S....s
utente anonimo

#5    25 Gennaio 2006 - 00:40
 
S....s, troppo gentile davvero, ma chi sei?

Francy
utente anonimo

#6    25 Gennaio 2006 - 12:47
 
S....s sta per Paolantoni, non è logico?
utente anonimo

#7    25 Gennaio 2006 - 13:38
 
Grandissimo!!!!é sempre un piacere!!!!

Francy
utente anonimo

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